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Il mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto. Viaggio via terra!

Immagine del redattore: Angelo Coletta
Angelo Coletta
9 ott 2021
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 25 ott 2021

Nella cattedrale di Otranto, è facile restare stupefatti dalla bellezza assoluta del pavimento, finemente decorato da un lungo mosaico che raffigura simboli cristiani e storie bibliche.


La città di Otranto vanta numerose attrazioni, fra cui il centro storico, il castello aragonese, senza dimenticare i vicini laghi Alimini e la Baia dei turchi. C'è un luogo, però, che va ammirato almeno una volta nella vita. Proprio ad Otranto, nella cattedrale, è conservato uno dei mosaici pavimentali più belli al mondo.

Costruita sui resti di una domus romana e poi di un tempo paleocristiano, l'edificio fu consacrato nel 1088 sotto il papato di Urbano. Fu poco tempo dopo, precisamente nel 1163, che il monaco Pantaleone, preside della scuola pittorica italogreca di Otranto, diede avvio ai lavori del mosaico che è possibile vedere tuttora.


Il mosaico, frutto dell'influenza del vicino Oriente, si presenta lungo oltre 16 metri, presentando un apparato iconografico degno di nota. La rappresentazione ha attirato l'attenzione di molti esperti del settore e non solo, uniti dal definire una netta convinzione: il mosaico appare come un cammino da indicare ai visitatori e ai fedeli verso la salvezza.

Una sezione del mosaico vista dall'alto

Per leggere il mosaico, partendo dall'abside, si nota Bisanzio, capitale dell'impero romano d'Oriente per poi entrare nella navata centrale, dove si possono notare i tondi con animali reali, fra cui il cervo, il gallo, la volpe, il leopardo, e animali fantastici, come il leviatano, il liocorno, il basilisco, il centauro. Ognuno di essi indica un vizio o una virtù, ma sono in molti a dare una personale interpretazione. Il mosaico, infatti, è disseminato di simboli, non sempre facili da decifrare, spesso derivanti da influenze culturali esterne.

A seguire, sono rappresentati il giardino dell'Eden e i dodici mesi dell'anno, costituiti da cornice definita segni geometrici con all'interno figure alle prese con lavori stagionali: Aprile, ad esempio, è decorato con un pastore in compagnia delle suo gregge, mentre Settembre è un uomo che lavora il mosto.

Poco più in basso, si intrecciano i tasselli che raffigurano le scene del diluvio universale e dell'Arca di Noè. Si giunge verso la conclusione, dove si incontra l'albero della vita, simbolo di redenzione per i fedeli, accompagnato da episodi dell'Antico testamento, dei vangeli, del ciclo di Re Artù e Alessandro Magno.

Lungo il percorso, si ammirano altre storie bibliche, fra cui Caino che colpisce con un bastone il fratello Abele. Non mancano mosaici del paradiso e dell'inferno.


La cattedrale, inoltre, merita attenzione per un particolare evento. La storia di questo edificio è legato all'invasione turca del 1480, quando ben 800 cittadini furono sgozzati dai turchi per non aver rinnegata la fede cristiana. Oggi, le spoglie dei martiri sono conservati lungo alcuni spazi della cattedrale, fra cui la navata centrale e l'abside.


Oggi, il pavimento a mosaico è aperto al pubblico e merita solo essere conservato ed ammirato, ancora una volta.

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