Torri a ridosso del mare: la Puglia costiera e le sue costruzioni

A volte come sentinelle, altre come costruzioni da difesa, nel territorio pugliese si ergono suggestive torri a ridosso del mare. Ecco un breve itinerario!
Che la Puglia sia una gran bella regione è cosa risaputa, ma in pochi si ricordano l'importanza del suo essere "penisola". La sua posizione, a tratti strategica, ha reso questo territorio altamente esposto a possibili attacchi nemici, nonché luogo di scoperta e meta di conquista dai numerosi popoli del Mediterraneo. E' questo uno dei motivi per cui, ancora oggi, è possibile vedere torri lungo le coste pugliesi.
Prevalentemente costruiste durante il II millennio, a seguito della crescente potenza ottomana, le torri costellate lungo la linea costiera pugliese appaiono a volte imponenti, altre solitarie e di piccole dimensioni. Ad accomunarle il desiderio di difesa del popolo pugliese.
Partendo dal territorio foggiano, nei pressi di San Nicandro Garganico, si avvista Torre Mileto, edificio a pianta quadrangolare in ottime condizioni, a cui è possibile accedere all'interno.
In Terra di Bari, invece, non si può perdere Torre Calderina, nelle vicinanze di Molfetta. La struttura presenta tre caditoie ed è ubicata dinanzi a Cala San Giacomo, antico approdo cittadino. Non molto lontano, a circa mezz'ora di auto, si arriva a Polignano a Mare, dove oltre al centro storico è d'obbligo una visita in zona San Vito. Qui, vicino l'Abbazia che da il nome alla zona costiera, spicca una torre solitaria, probabilmente di avvistamento, che oltre a rappresentare un pezzo storia, offre ombra e riparo durante le calure estive.
A Brindisi, imperdibile risulta essere Torre Guaceto, ubicata all'interno dell'omonimo parco.
Poco lontano, nella zona salentina, si ergono molte torri sia sul versante adriatico, sia su quello ionico. Per quanto riguarda il primo gruppo, trionfano Torre Specchiolla, vicino Lecce, e le Torre del Serpe a Otranto. Proprio quest'ultima, a base circolare e in passato adibita a faro, è avvolta da una leggenda: pare che un serpente salisse ogni notte per bere l'olio che teneva accesa la lanterna del faro, fino a quando gli abitanti di Otranto tennero un'imboscata e uccisero il serpente. Fu così che, un altro serpente, saputo dell'accaduto, si avvolse attorno alla torre e la distrusse. La torre, infatti, oggi è diroccata ed è visibile solo una facciata.
Sul versante ionico, precisamente a Nardò, è importante ricordare Torre S. Isidoro, con base quadrangolare e a tre livelli. Utilizzata come torre d'avvistamento, oggi è disposta come dimora estiva.
Non molto lontano, sempre nel territorio di Nardò, in località Santa Maria al Bagno si nota la Torre del Fiume, conosciuta come le “Quattro Colonne”. Pare che in passato ci fossero le mura perimetrali di un antico castello, ma una volta crollate sono rimasti intatti solo i quattro torrioni angolari.
In zona tarantina, con precisione a Manduria, spicca Torre Collimena. L'edificio, anch'esso di base quadrata, fu voluto dal re di Spagna, Carlo V, ed oggi rientra nei progetti di salvaguardia del FAI.
Insomma, queste torri (non sempre considerate da abitanti e turisti) hanno più volte rappresentato il baluardo di difesa dei nostri territori. E se oggi possiamo godere delle nostre bellissime coste, probabilmente è anche merito di questi bastioni.





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